Scegli una città
ProgettoAutriceMetodo
Le città
invisibili

Immaginare l’architettura di luoghi che esistono soltanto nelle parole.

Italo Calvino, 1972 — un progetto visivo di Cristina Popescu
Il progetto

Cinquantacinque città che non esistono, eppure parlano del mondo in cui viviamo.

Ne Le città invisibili, Marco Polo racconta a Kublai Khan città impossibili, costruite di desideri, memorie, segni, scambi, paure e contraddizioni. Luoghi immaginari che, attraverso l’architettura, raccontano soprattutto la condizione umana.

Questo progetto nasce dal desiderio di dare una forma visiva a quelle città. Dal 2023 l’autrice le attraversa una alla volta, traducendo le parole di Italo Calvino in immagini.

16
città visitate
39
ancora da immaginare
L’autrice

Cristina Popescu è architetto e cofondatrice di Atelier Croquis a Lugano.

Il suo lavoro nasce dall’interesse per lo spazio come strumento narrativo: non soltanto ciò che un luogo è, ma ciò che riesce a evocare, ricordare o far immaginare.

Le città invisibili nasce parallelamente alla pratica dell’architettura, come una ricerca personale sul rapporto tra parola e spazio, realtà e immaginazione, memoria e progetto.

{{ c.citazione }}{{ c.num }} — {{ c.name }}

{{ c.name }}

{{ c.name }}{{ c.excerpt }}”

{{ c.num }} — {{ c.themeIt }}
{{ c.name }}
♪ {{ c.music }}{{ c.counter }}
Il metodo

Per ogni città l’autrice costruisce un immaginario fatto di dieci visioni, accompagnate da una composizione musicale scelta per evocare la sua atmosfera.

Le immagini vengono generate attraverso Midjourney, ma il processo non si esaurisce nella generazione: ogni città nasce da una ricerca sul testo, dall’individuazione dei suoi elementi simbolici e spaziali e da una lunga selezione e composizione delle immagini. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento per esplorare luoghi che non sono mai esistiti, cercando di restituire non tanto il loro aspetto, quanto la sensazione di averli visitati.